Guida alla partita IVA

Guida alla partita IVA

Il testo fornisce una guida dettagliata alla Partita IVA e all’apertura di un’attività imprenditoriale. La Partita IVA è un codice numerico di 11 cifre che identifica chi svolge attività imprenditoriali e registra transazioni con valore aggiunto per scopi fiscali. Non è obbligatoria per attività occasionali. Gli aspiranti imprenditori devono essere censiti come “operatori professionali” per aprirla. Ci sono imprese individuali e collettive. La procedura per ottenere la Partita IVA coinvolge l’Agenzia delle Entrate e può essere presentata personalmente, per posta o tramite intermediario abilitato. La dichiarazione deve contenere informazioni come il codice fiscale, l’indirizzo, il codice ATECO (rappresentante l’attività), dati anagrafici e altre informazioni. La scelta del codice ATECO è fondamentale e rappresenta la classificazione delle attività economiche. La guida si conclude spiegando che il codice ATECO è conforme a standard internazionali.

Quali soggetti possono richiedere una Partita IVA?

Inizialmente, è importante definire il concetto di Partita IVA. La Partita IVA è un codice numerico composto da 11 cifre, utilizzato per identificare coloro che sono coinvolti in attività imprenditoriali. La sua principale funzione è tracciare le transazioni che generano un “valore aggiunto” allo scopo di calcolare l’imposta sul valore aggiunto (IVA). Il valore aggiunto rappresenta l’aumento di valore derivante dalla lavorazione delle materie prime o dall’apporto di prestazioni intellettuali.
L’obbligo di ottenere una Partita IVA riguarda tutte le attività che non siano occasionali. In altre parole, non è necessario richiedere una Partita IVA se si desidera mantenere un’attività come hobby o se l’attività viene svolta sporadicamente. Ad esempio, se si decide di vendere un telefono cellulare su una bacheca di annunci o di restaurare un mobile e venderlo al mercatino dell’usato, non è necessaria la Partita IVA poiché queste sono attività occasionali. Ogni soggetto impegnato in un’attività economica in Europa viene riconosciuto attraverso un codice univoco composto da una sigla che rappresenta il paese seguita da una serie di numeri e lettere. Ad esempio, per l’Italia il codice sarà IT seguito da 11 numeri, mentre per la Francia sarà FR seguito da 9 numeri, e così via.
Quindi, chi sono i soggetti che dovrebbero richiedere una Partita IVA? Tutti coloro che aspirano a diventare imprenditori devono registrarsi presso l’amministrazione finanziaria come “operatori professionali”. Questo vale sia per coloro che intendono svolgere un’attività come imprenditori individuali che come parte di un’impresa collettiva. Secondo il Codice Civile, si è considerati imprenditori chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata, volta alla produzione o allo scambio di beni o servizi. Le imprese individuali principalmente esercitano attività professionali intellettuali o artistiche, attività commerciali, artigianali e agricole.
Le imprese collettive coinvolgono più persone che contribuiscono con risorse, beni o servizi per svolgere un’attività economica con l’obiettivo di dividere i profitti. Queste imprese possono essere costituite come società, cooperative o altre forme di organizzazione. La creazione di queste imprese richiede il rispetto di regole formali per regolare i rapporti interni tra i soci e quelli esterni con terze parti come clienti, fornitori e banche.
La distinzione tra società di persone e società di capitali riguarda la responsabilità che i soci hanno per i debiti dell’azienda. Le società di persone hanno responsabilità illimitata, il che significa che i soci rispondono sia con il capitale investito nell’azienda che con i loro beni personali. D’altro canto, le società di capitali basano la loro responsabilità principalmente sul capitale investito dai soci al momento della costituzione dell’azienda.

La procedura per ottenere una Partita IVA

La richiesta di una Partita IVA non sempre coincide con l’inizio effettivo dell’attività imprenditoriale. A volte, è necessario richiederla per preparare l’avvio dell’attività, come la preparazione di un negozio o di un impianto produttivo. Queste spese devono essere documentate e possono essere integrate nella contabilità aziendale. Pertanto, è necessario richiedere una fattura ai
fornitori. La Partita IVA identifica univocamente l’imprenditore come soggetto economico.
La procedura per ottenere il codice identificativo delle imprese, la Partita IVA, coinvolge l’Agenzia delle Entrate. Può essere effettuata di persona, per posta, tramite software o tramite intermediario abilitato. La dichiarazione di inizio attività deve contenere dettagli come il codice fiscale, l’indirizzo, il codice ATECO (che rappresenta l’attività svolta), i dati anagrafici e altre informazioni.

La scelta del codice ATECO è essenziale e rappresenta la classificazione delle attività economiche. Questo codice è standardizzato a livello internazionale e delinea una lista dettagliata delle attività economiche. La sua versione attuale, Ateco 2007, è in linea con gli standard europei e internazionali.
L’accurata selezione del codice di attività è fondamentale per determinare le procedure burocratiche necessarie all’avvio dell’attività. Nel caso in cui si scelga di adottare il regime contabile forfettario, il codice sarà utilizzato per calcolare il coefficiente di redditività e per scopi di controllo statistico e assicurativo.
Per individuare il codice più adatto all’attività pianificata, è possibile usufruire dello strumento fornito dalla società consortile informatica delle Camere di Commercio Italiane, disponibile sul sito www.ateco.infocamere.it. Questo strumento può anche offrire indicazioni sugli adempimenti burocratici necessari.
Poiché la classificazione Ateco è stata aggiornata nel 2007, potrebbero sorgere difficoltà nel trovare nuove attività o identificare attività che ricadono in molteplici codici in base alle modalità di svolgimento. In questi casi, è consigliabile consultare un professionista per evitare errori che potrebbero influire sul trattamento fiscale e previdenziale dell’attività.

Costo della Partita IVA

Con il Decreto Legislativo n. 446 del 1997 è stata abolita la tassa per l’attribuzione e il possesso della Partita IVA. Questa tassa ammontava a 100.000 lire per le imprese individuali e 250.000 lire per le società. Oggi, non è richiesto alcun pagamento per l’attribuzione o il possesso della Partita IVA, quindi possiamo affermare che la Partita IVA è gratuita.

Tuttavia, ciò non implica che possedere una Partita IVA sia completamente gratuito. Anche se la richiesta della Partita IVA non comporta spese, ci sono obblighi previdenziali o contabili da seguire, anche se non si emettono fatture durante l’anno.

Ecco alcuni esempi che chiariranno i concetti legati al possesso della Partita IVA:
Esempio 1: Svolgimento di un’attività professionale senza appartenenza a ordini o collegi.

Supponiamo di voler diventare un educatore cinofilo. Oltre all’attribuzione della Partita IVA, sarà necessario iscriversi alla Gestione Previdenziale Separata dell’INPS. I contributi previdenziali dovuti ammontano al 26,23% del reddito. Se durante l’anno non si produce reddito, non saranno richiesti versamenti. Sarà comunque obbligatorio presentare dichiarazioni fiscali e contabili anche se il reddito è nullo. Le imposte saranno calcolate in base al regime fiscale scelto.

Esempio 2: Svolgimento di un’attività professionale con appartenenza a ordini.

Supponiamo di voler diventare un avvocato. L’esercizio di attività regolamentate richiede l’iscrizione all’ordine professionale pertinente, con il pagamento di una quota annuale variabile per provincia. È anche necessario iscriversi alla cassa di previdenza corrispondente. Gli iscritti devono versare un contributo minimo annuale anche in mancanza di reddito ed una quota sul reddito. Sarà comunque obbligatorio presentare dichiarazioni fiscali e contabili anche se il reddito è nullo. Le imposte saranno calcolate in base al regime fiscale scelto.

Esempio 3: Svolgimento di un’attività imprenditoriale.

L’apertura di un’impresa agricola, artigianale, commerciale o industriale richiede l’iscrizione presso la Camera di Commercio competente di qui ne deriva l’obbligo di versare una quota annuale variabile. Gli imprenditori devono anche iscriversi alle gestioni previdenziali dell’INPS, pagando una quota annuale fissa sul reddito minimo ed eventualmente integrarla qualora il reddito minimo sia superato. Inoltre, ci sono costi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni tramite l’INAIL se si svolge un’attività artigianale oppure in forma collettiva. Sarà comunque obbligatorio presentare dichiarazioni fiscali e contabili anche se il reddito è nullo. Le imposte saranno calcolate in base al regime fiscale scelto.

Come si può vedere, la decisione di ottenere una Partita IVA richiede una serie di valutazioni e la guida di un professionista esperto può aiutare a prendere le decisioni più appropriate e a navigare tra le complessità delle norme fiscali, contabili e previdenziali, permettendo all’imprenditore di concentrarsi sullo sviluppo dell’attività.