Con il ritorno delle campagne delle dichiarazioni dei redditi, ma soprattutto a causa della decisione presa dal Governo con il Decreto-Legge 16 febbraio 2023 n. 11 in merito alla modifica della disciplina riguardante le cessioni dei crediti, la capienza di imposta o fiscale assume un aspetto rilevante nella determinazione dei versamenti che i contribuenti saranno chiamati a fare.
Che cos’è la capienza fiscale?
Potremmo definire la capienza fiscale come il “serbatoio” di imposte calcolato sul reddito dei contribuenti, in altre parole essa corrisponde all’IRPEF complessivamente dovuta sui guadagni prodotti.
A cosa serve la capienza di imposta?
Ma se questa non è altro che l’ammontare delle imposte che si devono pagare, o che i lavoratori dipendenti hanno già pagato attraverso le trattenute che il datore di lavoro applica mensilmente alla loro retribuzione, perché questa capienza fiscale è così importante e perché alcune categorie di contribuenti ne sono sprovviste?
L’importanza di questo valore è determinata dalla possibilità data al contribuente di ridurre il proprio carico di imposte per il mezzo delle detrazioni fiscali, tale strumento permette quindi di scontare dalle imposte dovute una parte di una spesa sostenuta. Qualora la detrazione riconosciuta fosse maggiore dell’imposta dovuta il contribuente si troverebbe nella condizione di non capienza e l’eccedenza della detrazione non potrebbe essere recuperata.
Quindi, abbiamo detto che la capienza è importante perché riduce il debito tributario ma abbiamo anche accennato a categorie di contribuenti privi di questa possibilità, queste sono riconducibili:
1. a tutte quelle persone che sono prive di reddito o che percepiscono redditi esclusi o esenti da IRPEF (es. pensioni o trattamenti di invalidità civile, lavoro occasionale prestato con i voucher, TFR, interessi attivi bancari, dividendi, altri redditi assoggettati a ritenuta a titolo d’imposta, contribuenti forfettari, locazioni assoggettate alla “cedolare secca”),
2. ai contribuenti i cui redditi ricadono nella così detta “no tax area” ovvero quei soggetti i cui redditi sono inferiori ad una determinata soglia per i quali non è prevista tassazione IRPEF
- pensionati fino a 8.500 euro,
- lavoratori dipendenti fino a 8.176 euro,
- lavoratori autonomi fino a 5.500 euro,
- redditi fondiari fino a 500 euro,
- compensi derivanti da attività sportivo dilettantistica fino a 36.658,28 euro
Come beneficiare della capienza di imposta
Per capire meglio come è possibile beneficiare della capienza di imposta derivante dal carico tributario sui nostri redditi faremo qualche esempio.
A) Il Signor Alfa ha ristrutturato la propria abitazione spendendo 40.000 Euro. Al Signor Alfa è riconosciuta dallo stato una detrazione fiscale pari al 50% della somma spesa corrispondente a 20.000 Euro da ripartire in 10 anni, ovvero 2.000 all’anno. Se la sua IRPEF lorda ammonta a 3.000 euro la detrazione sarà riconosciuta per intero ed egli potrà ridurre l’imposta dovuta di una somma corrispondente alla detrazione.
B) Il Signor Gamma ha contratto un mutuo ipotecario per acquistare la propria casa di residenza ed ha pagato 2.000 euro per interessi, in più ha sostenuto spese mediche per 800 euro, nel 2014 ha sostenuto spese per la ristrutturazione della sua abitazione per 28.000 ottenendo il diritto alla detrazione pari al 50% in 10 anni. La sua IRPEF lorda ammonta Euro 1.800. La detrazione riconosciuta viene calcolata come segue: quota lavori di ristrutturazione+quota interessi mutuo+quota spese mediche. La detrazione complessiva ammonterà ad Euro 1907 che troverà parziale capienza nell’imposta lorda dovuta, la differenza (1800-1907= -107 andrà persa.
C) Il Signor Omega è proprietario di alcuni immobili che dà in locazione in cedolare secca pagando un’imposta sostitutiva. Poiché i suoi redditi non sono assoggettati ad IRPEF il Signor Omega risulterà essere incapiente pertanto non potrà utilizzare alcun tipo di detrazione di imposta.